Racconti dai raduni

There and Back Again - Un giorno fra le Stelle

di Níniel Alcarinquë
 

La partenza (in perfetto orario) era prevista in auto da Sementina per le 18 di venerdì 27 agosto 2004, non appena arrivati Iso e Raw e caricati armi e bagagli sulla mitica VW Golf di Fíriel. Dopo una notte di viaggio, con ripetuti cambi di guardia al volante, più d'una sosta benzina-pipì-e-coca-cola e diverse consultazioni-strada, intorno alle 6 del mattino di sabato 28 siamo arrivati all'imbocco dell'Eurotunnel in Francia, dove siamo stati caricati sul treno in anticipo di ben mezz'ora. Per i nostri orologi il viaggio non è durato più di 5 minuti causa fuso orario, ma per le nostre già stanche membra è durato quasi un'ora. Dopo lo sbarco, dopo esserci abituati a sorpassare a destra e dopo aver coinvolto almeno due autoctoni nella nostra cerca dell'Alexandra Palace, intorno alle 8 del mattino ora locale siamo arrivati infine al Fellowship Festival.

Decisamente buona la scelta del luogo, in collina con panorama sulla bella Londra, facilmente raggiungibile anche per noi continentali e con comodo parcheggio sul retro di quest’imponente meraviglia architettonica (anche se un po’ sudicia forse, al mattino), con vasti saloni, una deliziosa corte interna dove abbiamo passato un bel po’ di tempo… in fila all’unico sportello per ritirare i biglietti riservati via internet, e uno staff a cui non si può rimproverare altro se non un eccesso di zelo (leggi: hanno rotto l’anima tutto il giorno). Grazie proprio a questi piccoli ritardi tutto il programma della giornata ha subito un ritardo di almeno un’ora, cerimonia d’apertura in primis. Cerimonia d’apertura? Se così si possono chiamare Mark Ferguson e Craig Parker (Gil-Galad e Haldir nella nostra trilogia cinematografica preferita!) che fanno i cabarettisti sullo stile “I Giochi dei Sogni di Carta” di Locarno, del tipo inizieremo-fra-qualche-minuto-all-incirca-forse-prendetevela-comoda.

Dopo – finalmente! – la presentazione e la sfilata di tutti gli ospiti, Tolkien Society-attori-staff del film-artisti, nella Hall of Fire il programma prevedeva discorsi tenuti dagli attori stessi (come John Noble che ha parlato del rapporto fra il suo Denethor e il personaggio di Tolkien) e Botta e Risposta con il pubblico, sempre molto coinvolto ma educato e composto (eccezion fatta per la sottoscritta, che ha stressato sempre tutti di continuo, facendosi anche notare da Craig e Mark sul palco ^_^) , il tutto sempre intervallato dai nostri Elfi padroni del palcoscenico (a proposito, Craig accanto a Mark pare più un hobbit che un elfo, in realtà è quest’ultimo che non gli rende giustizia, non è poi così basso, è Mark che è una stanga… povero il mio little sweaty elf ^_^)

Parte della West Hall era adibita a zona espositiva e di vendita, con banchi carichi di tutto ciò che concerne Il Signore degli Anelli-the movie e il fantasy: merchandising ufficiale del film, miniature e armi, aree gioco – dai campi di battaglia in miniatura allestiti dalla Games Workshop, alle consolle dove si potevano provare i nuovi videogiochi ambientati in Middle Earth e dove Presidente e Segretario STS hanno rilasciato un’intervista per il piacere dei telespettatori – bellissimi mantelli elfici dalle 300 sterline in su (250 la misura bimbo), gioielli elfici e non, dvd sulla Nuova Zelanda il cui narratore è nientepopodimeno che Ian Holmes, tatuatori di magnifiche iscrizioni in tengwar del tipo “ARWEN IS A HORSE THIEF” (trad. Arwen è una ladra di cavalli), “HALDIR LIVES”(Haldir vive) o “LURTZ IS MISUNDERSTOOD” (Lurtz è incompreso). Ad un estremo del salone la scena era occupata da Alan Lee e dal “nostro” John Howe, sepolti dai disegni e (meritatamente) dai fans; al centro della sala, nei Pelennor Fields, sedute di trucco orchesco di Gino Acevado della Weta Workshop e lezioni di danza hobbit; all’altro estremo del salone il piccolo angolo del Talan, con discussioni tenute dalla Tolkien Society e indirizzate evidentemente ad un pubblico più ristretto. Accanto al Talan, una lunga fila di tavolini dove ciascun ospite subiva - e nel momento in cui scrivo subisce ancora - l’orda di fans che gli procurerà grandi mal di testa (quanti dei nostri nomi ricorderanno? Beh Karl il mio lo ricorderà di sicuro a lungo perché gli sono stata intorno tutto il giorno!) e crampi dell’autografista.

Inutile dire che le file più lunghe erano davanti ai tavolini di Karl Urban (Éomer), Bernard Hill (Re Théoden), John Noble (Denethor) e Craig (ma solo al mattino: nel pomeriggio, mentre era impegnato a fare l’entertainer a destra e a manca, è tornato praticamente solo per me: gli ho scatenato dietro la mia ira, mandando metà delle signorine addette all’ordine a cercarlo!); ma noi abbiamo dato la giusta importanza anche ad altri, quali un gentilissimo Bruce Hopkins (Gamling) e la piccola e dolce Sarah McLeod (Rosie Cotton).

Ma, senza riservazione per gli autografi e non autorizzati dalla crew, noi abbiamo fatto la posta anche ad attori “secondari” come Jørn Benzon e suo fratello Jarl (Rumil e Glorfindel), Sandro Kopp (Gildor Inglorion),  un cattivo plurimo come Jed Brophy (Snaga, Sharku e uno Spettro dell’Anello), Cameron Rhodes (Farmer Maggot), un bellissimo ed enorme Lawrence Makoare (Lurtz, Gothmog e il Witch King; che se ne andava in giro con i piedi hobbit di Pipino che mi sono anche finiti in testa) ed un altro noto hobbit (chiiiiiii?) – il  tutto documentato dalle foto.

Tutti si sono dimostrati carini e gentili, disponibili e pazienti: sottolineo ancora una nota a favore di Karl che mi ha autografato tutte le foto due volte per via dei pessimi pennarelli; di Bruce e Bernard, anche loro ci hanno reso il servizio doppio sempre a causa dei pennarelli se non di nostre dimenticanze; infine di John Howe che, ehm, ci rivolge ancora la parola.

Due particolari che hanno impreziosito il già maestoso Alexandra Palace sono stati i costumi di Raw e Iso, indubbiamente i più belli, che hanno meritatamente attirato i complimenti di più d’uno. Infine, una delle cose che forse ha reso più felice Fíriel, un incontro inatteso: quello con Royd Tolkien, nipote del nostro amato Professore, di cui abbiamo potuto far la conoscenza grazie a una soffiata (della tipa, di cui ero ormai diventata amica, addetta al tavolino di Craig). Ospite non annunciato dell’evento, anche Royd si è dimostrato molto disponibile nel farsi fotografare e nello scambiare due parole con Firiel e con Iso.

Insomma, una giornata che ci è costata indubbiamente, non solo nel portafoglio ma anche nel fisico (2100 km, percorsi praticamente tutti di notte) ma di cui è senz’altro valsa la pena (tanto al ritorno ha guidato Fíriel ^_^). Una giornata fra le Stelle se vogliamo, o fra i nostri personaggi preferiti nella trilogia cinematografica. Perché almeno per me, che sono una Tolkieniana post-film (purtroppo o per fortuna?), Karl Urban è Éomer; e non credo che potrò mai non vedere Haldir in Craig Parker, almeno quello che muore al Fosso di Helm. Ad ogni modo, come disse Raw, l’evento non si poteva ignorare: nonostante fosse “commerciale” e basato esclusivamente sul film.

 

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Potete vedere le fotografie, come sempre commentabili, le trovate nell'archivio fotografico di Eldalie.ch 

 

 

 

 
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