Racconti e Fiabe

L ultimo Viaggio

di Aldarion
 

Eldalie.ch ha il piacere di regalare a tutti gli innamorati questo breve racconto.

Il bosco era ormai immerso nell’oscurità. Solo qualche raggio di luna filtrava attraverso i rami, regalando a Sam un instante di luce. Il piccolo hobbit si fermò al riparo di un’enorme abete, stese la coperta sul terreno ricoperto da un soffice strato di aghi di pino e preparò il campo. Presto un allegro fuoco scacciò le ombre, Sam preparò una cena con le provviste che teneva nello zaino, alcune pigne gettate nel fuoco spandevano nell’aria il loro balsamico profumo.
Non gli dispiaceva passare la notte nei boschi della Contea, ma avrebbe preferito non farlo da solo. Ricordò una notte di tanto tempo prima, allora erano in tre in quegli stessi boschi, non sapevano ancora che era solo l’inizio di un viaggio spaventoso che li avrebbe cambiati per sempre.
“Padron Frodo..” mormorò Sam alle ombre della notte.
Un gufo fece sentire il suo triste richiamo, lontano, nel buio, un movimento furtivo, una volpe, o forse un tasso. Sam non aveva paura del bosco, in realtà ormai non aveva paura più di nulla.
Scosse la testa, come se la malinconia fosse qualcosa di fisico, da potersi scacciare di dosso come rugiada dai capelli.
Che i dea sciocca quel viaggio!
Malgrado fosse ancora sano e vigoroso non era più un giovincello, i suoi figli avevano cercato di convincerlo, poi si erano rassegnati al capriccio di un vecchio. All’inizio gli era parsa un’idea bellissima. Una passeggiata fino a Terminalbosco, e poi ancora più in là fino a Brea . Il vecchio Omorzo non c’era più, ma Il Puledro Impennato era sempre gestito dalla famiglia Cactaceo. Una capatina a Crifosso, magari una sortita oltre la siepe. Non sarebbe entrato nella Vecchia Foresta, ma in cuor suo sperava che lì, al confine del suo territorio, un buffo uomo con la giacca blu e gli stivali gialli sarebbe venuto a salutarlo.
Che idea sciocca quel viaggio!
Era solo alla prima tappa e già il dolore tornava a stringergli il cuore in una morsa crudele. Rosie era morta in primavera, e lui non riusciva ancora a crederci.
“Sei proprio uno sciocco! “ disse ad alta voce “Credevi che pensando a Frodo avresti lasciato indietro il dolore per lei?“
Scosse di nuovo la testa “Un giorno qualcuno mi ha detto che non tutte le lacrime sono inutili, suppongo che ne sapesse più di me… “
Piangendo in silenzio si avvolse nella coperta e sogno Rosie.
Il mattino dopo si svegliò riposato e sereno. Il buonsenso dei Gamgee e la sua innata bontà d’animo prevalsero sui brutti pensieri. Erano stati felici insieme. Aveva una famiglia meravigliosa, e poteva vedere la quieta bellezza di Rosie negli occhi dei suoi figli e dei suoi nipoti.
La giornata era serena, Settembre era appena iniziato ed era piacevole camminare con la sola compagnia dei rumori del bosco, giunto in prossimità di un ruscello Sam abbandonò il sentiero, immerse i piedi nell’acqua fredda e rise. Dopo tanto tempo si sentì vivo, com’era quella canzone “Io sono Olifante… “ lo hobbit proseguì canticchiando.
Verso mezzogiorno trovò una radura, estrasse dal capiente zaino una tovaglia e numerose provviste, alla fine di quello che poteva considerarsi un vero e proprio banchetto si sdraiò sotto un albero per un riposino.
Un paio d’ore dopo si svegliò e riprese il cammino. Ad un certo punto si fermò guardandosi attorno. Era qui che lui Frodo e Pipino si erano nascosti dal Nazgul? Non ne era certo, in tanti anni gli alberi erano cresciuti. Un brivido gli scese lungo la schiena al pensiero dei terribili Cavalieri Neri, l’eco del loro grido di morte non sarebbe mai scomparso del tutto dal suo cuore.
Non aveva senso ripercorrere anche la “scorciatoia” di Pipino, così prese il sentiero per Scorta, non senza un interessato pensiero alla “Pertica d’Oro”.
In tutto il pomeriggio incontrò solo un messo del servizio postale che lo salutò senza fermarsi. Il sole stava ormai calando dietro le cime degli alberi, Sam camminava perso nei propri pensieri e nei ricordi di un canto ascoltato in quei boschi ai tempi della loro avventura. Ad un tratto si arrestò incredulo. Sentiva davvero le voci. “No” si disse “Sei impazzito, questo succedeva tanto tempo fa..”. Poi li vide. Ebbe la sensazione di essere trascinato indietro nel tempo, era tutto così assurdo!! Guardando meglio si accorse che erano solo una ventina, e naturalmente non c’era Gildor.
Si fermò ad aspettarli con le gambe che tremavano.
“Bu…Buonasera “
Gli elfi sorrisero al piccolo Hobbit.
“Buonasera a te messer Samvise “ una donna avanzò dal gruppo.
Sam arrossì “Come sapete..”
L’elfa era di corporatura esile, con lunghi capelli scuri “..chi sei? “ completò la sua domanda “Ti ho visto a Imladris, e non sei cambiato poi molto da allora. E poi, per dirti la verità, se non ti avessi incontrato avrei mandato qualcuno a cercarti“
“ Cercare me? “ Sam era confuso “ Perché.. cioè, se posso chiedere mia signora .. “
La donna non rispose ma fece un gesto con la mano “Vuoi percorrere un po’ di strada con noi?”
Sam annuì, anche se gli elfi andavano in direzione opposta alla sua. Così per la seconda volta nella sua vita Samvise Gamgee, figlio del Gaffiere e Sindaco della Contea si trovò a camminare con una compagnia viaggiante .
Con Gildor avevano camminato a lungo, invece stavolta il tragitto fu breve. Deviarono dal sentiero principale e mezz’ora dopo si fermarono. Non era una radura vera e propria, piuttosto uno spazio occupato da pochi alberi, faggi enormi e cespugli di sambuco.
L’elfa, che sembrava a capo della piccola compagnia, fece sedere Sam e divise con lui una cena a base di frutta e miele .
Mentre mangiavano Sam non resistette e chiese : “Avete detto che mi stavate cercando “
La donna annuì “Stiamo andando verso la costa, e sono stata incaricata di portarti un messaggio “
“Quale messaggio? E da chi? “ Sam si protese in avanti, poi si rimise a sedere confuso “Oh, scusatemi, non vi ho nemmeno chiesto il vostro nome..”
“Il mio nome? Miriel, mi chiamo Miriel “ esitò un istante “ Ma ora mi chiamano Elentari“
“Elentari” ripetè Sam
“Presuntuoso soprannome vero? “ l’elfa rise, poi vedendo che Sam non capiva spiegò
“Elentari è uno dei nomi di Varda, la Valie . Colei-che-accende-le-stelle… Mi chiamano così perché in questo tempo triste tengo accesa la speranza degli Eldar “
“Non capisco, mia signora “
“Vedi, io faccio dei sogni, o meglio, ricevo dei sogni. A volte chiari, altre confusi, ma tutti provengono da Valinor “
“Da Frodo…” il viso di Sam si illuminò
“No “ Elentari sorrise dolcemente “Di solito sono visioni, ma a volte odo le parole di Cirdan o di Elrond . Sono frammenti, immagini effimere, sufficienti però a consolare un popolo ormai destinato all’oblio “
Sam la fissò negli occhi, leggendovi un’immensa tristezza . Raccolse tutto il suo coraggio e le prese la mano “Non fate così . Siete così giovane, e ..bella… “
“Giovane? “ Elentari rise, e sembrava davvero una ragazza “ Sono nata nel Beleriand ormai sommerso, Voronwe fu il padre di mio padre… Giovane? No, nemmeno dal punto di vista degli Eldar..”
Sam si diede una pacca sulla fronte “Il gaffiere diceva Conta fino a dieci prima di parlare, e poi taci . E’ solo che non mi abituerò mai.. cioè, non so se mi spiego, sembrate giovane… “
“Ti ringrazio mastro Samvise “ Elentari ridivenne seria “Ora ascolta ciò che devo dirti “
Sam annuì
“Vedi, mio piccolo amico, ormai le rotte per Aman sono nascoste. Non ci sono più grandi navi bianche, né marinai, che portino il mio popolo all’ovest “ fece una pausa “Per amore della Terra di Mezzo ci siamo attardati, ed ora scopriamo che forse è impossibile tornare a casa. Ma il mondo è degli uomini, e non c’è posto qui per noi. Oh.. il dono è sempre valido, ma l’esito del viaggio è incerto “
Sam era perplesso “Perché mi dite queste cose ? “
Elentari strinse forte le mani dello Hobbit “ Un sogno.. Non vago e oscuro, ma nitido. Elrond mi parlava di te “
“Di me? “
“Cerca l’ultimo portatore dell’anello “ diceva “ E chiedigli di partire con te se lo vuole”
“Partire? Per dove..” Sam si interruppe intuendo il significato delle parole dell’elfa “Ma io non posso! “ rispose spaventato.
“Perché? “ chiese calma Elentari
“Perché devo..” Sam si interruppe. Già, perché? Rosie non c’era più, i suoi figli erano adulti e lui era vecchio. La Contea poteva fare a meno di lui no?
L’elfa colse il suo sguardo e annuì “ C’è ancora una piccola nave nascosta ai Porti . L’ultima costruita da Cirdan. Lui diceva sempre che la nipote di Voronwe il marinaio avrebbe trovato la strada. Tra pochi giorni partiremo. “
Sam era combattuto. Era soddisfatto della sua vita, e il suo solido buonsenso hobbit lo rendeva sereno anche di fronte alla prospettiva di morire. Si sentiva ancora forte e vigoroso, ma sapeva di essere vecchio. Non aveva rimpianti, né desideri, tranne forse…
“Voi credete che.. voglio dire.. che Lui magari… “ abbassò gli occhi
Elentari scosse la testa “Non lo so Samvise Gamgee, ma chissà, i giorni di Aman sono diversi dai nostri, e il favore dei Valar può molto . In fondo l’impresa di Frodo non è inferiore a quelle di Tuor .. “
Sam annuì, i suoi occhi si riempirono di lacrime
La donna accarezzò una guancia del piccolo hobbit “Che strano” disse dolcemente “ Elfi e uomini hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le bianche sponde, un grande regno è sprofondato negli abissi, e tu esiti.”
“Mia signora ..” rispose Sam “ Sono solo un giardiniere, il mio posto non è tra i Grandi . Forse è come dici, Aman sarà bellissima, ma non posso trovarvi Rosie, e il sorriso di Elanor, o le risa di Frodo e Pipino che giocano sotto l’albero della festa ..”
Elentari lo guardò stupita “Perdonami mastro Samvise, sei saggio ,più di tutti noi . Eppure ti chiedo lo stesso di venire con me, non fosse altro che per il piacere della tua compagnia .. “
Sam arrossì
“Verrò… per Frodo, perché l’unica cosa che vorrei davvero è parlare ancora con lui… “
L’elfa sorrise “Ti aspetterò ai porti. Ora riposa, è tardi “

***

“Il 22 di Settembre Sam disse addio ad Elanor, consegnandole il Libro Rosso dei Confini Occidentali. Nessuno più lo rivide nella Terra di Mezzo . “

Il sole appena sorto salutò la partenza di una piccola nave bianca. Sul cassero, con gli occhi rivolti alla riva, un’alta dama degli elfi ed un piccolo hobbit della Contea si tenevano per mano. Entrambi piangevano…

 
Approfondimenti: downloads/ultimo_viaggio.pdf


  in cima | 2004 © eldalie.ch